Pubblicato: 16/06/2021 Da: Luca Borneo

L’esperienza di Green Donors: come sono cresciuti i progettisti, come siamo cresciuti noi

Anche la terza fase del bando Green Donors di Fondazione Compagnia di San Paolo sta giungendo al termine (qui il racconto di quelle precedenti). Alcune delle 11 campagne di crowdfunding a supporto di progetti di tutela ambientale dedicati al territorio di Piemonte e Liguria hanno già raggiunto e superato il loro obiettivo, altre lo faranno a breve.

Provo quindi a fare un bilancio dell’iniziativa. E provo a farlo, per una volta, senza partire dai fondi raccolti. 

La prima sfida: crescere

Uno degli obiettivi più stimolanti del Bando Green Donors è stato senza dubbio quello di fornire alle realtà non profit selezionate l’opportunità di crescere. In termini di nuove risorse in cassa ma soprattutto, e qui stava il bello, in termini di competenze digitali e progettuali del loro staff. L’opportunità è stata colta? Penso proprio di sì.

E mentre lo scrivo non posso non pensare al webinar di formazione al crowdfunding che abbiamo curato per le associazioni selezionate e ancor di più al lavoro svolto in occasione dei percorsi di accompagnamento individuali con cui abbiamo affiancato i progettisti in questi mesi.

Alcuni progettisti si sono avvicinati a questo bando con un’idea brillante ma ancora tutta da costruire a lato pratico e ne stanno uscendo con un progetto strutturato, basato su un solido business plan e validato pubblicamente da una raccolta fondi di successo.

Per altre realtà Green Donors è stata l’occasione per confrontarsi per la prima volta con il tema della raccolta fondi e ora i contatori delle loro campagne segnano oltre 200 donatori. Ci sono progettisti che hanno scoperto la forza dirompente degli strumenti digitali quando vengono utilizzati per comunicare iniziative pragmatiche valorizzando al contempo il patrimonio di storie e volti di cui il terzo settore è ricco.

La seconda sfida: raccogliere fondi per progetti a tutela dell’ambiente

Un’altra peculiarità di Green Donors era legata alla finalità dei progetti selezionati: impattare positivamente sull’ambiente. Parlare di tutela dell’ambiente non è semplice, raccogliere fondi per progetti di questa natura ancor di meno. In entrambi i casi il rischio di scivolare in discorsi/progettualità vaghe è sempre dietro l’angolo.

Per rispondere a questa sfida il crowdfunding si è dimostrato uno strumento formidabile. Il crowdfunding premia le progettualità pragmatiche, capaci di raccontare come sarà utilizzato ogni singolo euro raccolto. Per questo motivo abbiamo lavorato insieme ai progettisti aiutandoli a sviluppare campagne a supporto di iniziative che facessero della concretezza la loro stella polare.

Sono nati così progetti di raccolta fondi mirati. Progetti che a fronte delle sfide ambientali epocali dei nostri tempi possono sembrare gocce nell’oceano, ma che invece incarnano uno dei modi più efficaci per prendersi cura dell’ambiente. Cominciare dalle piccole azioni che sono realmente alla nostra portata.

E Ginger? Anche noi siamo cresciuti

Anche per me, così come per tutti i miei colleghi, Green Donors è stata un’opportunità di crescita che ha lasciato il segno.

Lavorando quotidianamente accanto ai progettisti su tematiche così specifiche come quelle di Green Donors, abbiamo acquisito ancor più consapevolezza di come per realizzare una campagna di crowdfunding di reale successo sia sempre più determinante innalzare il livello di accuratezza del lavoro.

Esistono sempre meno strategie di raccolta fondi universalmente efficaci (ma sono poi realmente mai esistite?). Ogni campagna di crowdfunding di Green Donors si è trovata di fronte a sfide uniche a cui i progettisti hanno risposto con soluzioni inedite. 

Come team abbiamo dovuto alzare (e siamo contentissimi di averlo fatto) la posta della nostra scommessa nella riuscita dei progetti. Per essere bravi consulenti non è più sufficiente l’esperienza sul campo, che ovviamente resta imprescindibile. Per essere bravi consulenti di crowdfunding diventa essenziale saper plasmare l’esperienza per costruire soluzioni sempre nuove. Per essere bravi formatori non basta organizzare corsi di livello base ma affiancarli con percorsi avanzati e sempre più specializzati.

Green Donors ha indicato chiaramente come il livello di sfida per realizzare una campagna di successo si stia alzando sempre più. Come Ginger non vediamo l’ora di giocare anche questa partita, consapevoli che grazie all’esperienza di Green Donors la nostra squadra sia ancor più pronta a farlo.

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